<%@LANGUAGE="VBSCRIPT"%> Chiesa di Santa Maria ad Cryptas a Fossa (AQ) - La pianta
La pianta

La piantina della Chiesa di Santa Maria ad Cryptas

Struttura della Chiesa

                          La piantina


   Prospetto principale           Sezione trasversale           Sezione longitudinale

Al suo interno la chiesa richiama come modello architettonico la tipologia cistercense che aveva preso a prestito gli elementi di base più correnti dello stile usuale della Borgogna, che, pur essendo fondamentalmente romanico, già rivelava alcune caratteristiche del gotico primitivo come gli archi sesto (9) acuto, le volte arricchite di costoloni (10) e di nervature. La pianta è a una sola navata di forma rettangolare con in fondo il presbiterio quadrato (11). La navata termina con un grande arco a sesto acuto sorretto da pilastri che immette nel presbiterio. La zona absidale, di forma quadrata, rialzata su tre gradini, è coperta da una volta a crociera (12) divisa da quattro costoloni poggianti su altrettante colonnine cilindriche incastrate agli angoli dell’abside. Volta a crociera - cielo stellato C’è da notare che non tutti gli elementi di questo spazio sono stati realizzati nello stesso tempo e dalla stessa mano; si notano, infatti, differenze stilistiche tra i capitelli (13) delle colonnine, vicini allo stile del portale, e i costoloni sagomati a mandorla (14), che insieme al fiore rotondo a tre giri di corolle nel centro della volta risultano meno raffinati ed attribuibili, quindi, ad una mano diversa. Base colonna

Isolato al centro del presbiterio nella sua nuda semplicità emoziona lo sguardo del visitatore la visione di un altare a mensa, opera del 1961, che si integra molto bene con l’ascetica semplicità dell’intero edificio.
A sinistra dell’arco trionfale si offre piacevolmente alla vista un altare in pietra assai pregiato, decorato a bassorilievo, con giochi di grottesche, posto lì nel 1961 e attribuito alla Scuola di Silvestro Ariscola da Sulmona.

AltareEdicola

Le pareti laterali sono divise da lesene (15) in tre campate; in quella di sinistra una delle lesene è sostituita da una semicolonna classica poggiante su base attica, probabile elemento architettonico proveniente dalla città di Aveja.

Copertura in capriate in legno La copertura è in capriate in legno, ma è probabile che in origine fosse in muratura. Lo testimoniano gli accenni di archi e i pilastri di sostegno per gli archi che fanno supporre l’avvio di una volta a botte sestacuta simile a quella di San Pellegrino in Bominaco. E’ probabile che essa non sia mai stata terminata o che sia crollata subito dopo la realizzazione e sia stata, così, sostituita dalle capriate (16) che vediamo ancora oggi. Non può passare inosservata l’estrema semplicità di questa copertura rispetto alla importanza artistica della chiesa.

Al termine della navata, proprio sotto l’arco trionfale si apre una gradinata di grossi mattoni che porta alla cripta sottostante, di piccole dimensioni (3x3,60), che contiene un altare costituito da una mensa di pietra dura appoggiata su un troncone di affresco raffigurante la Crocifissione.

Ipogéo o CriptaIpogéo o Cripta
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9- Curvatura di un arco
10- Nervatura aggettante di cupole e volte, specialmente a crociera, con funzioni estetiche e costruttive di scarico del peso sulle strutture di sostegno
11- Parte della chiesa circostante l’altare maggiore, sopraelevata di alcuni gradini e recintata da balaustra, riservata al clero officiante.
12- Formata di due volte a botte di ugual monta che si intersecano perpendicolarmente in modo da formare quattro unghie.
13- Parte superiore della colonna, o del pilastro, su cui posa l’architrave o l’arco, avente funzione decorativa.
14- Motivo ornamentale che per la forma ricorda una mandorla.
15- Pilastro lievemente sporgente da un muro, con funzione ornamentale.
16- Struttura triangolare di sostegno per tetti a spioventi costituita da travi in legno, ferro o cemento armato