<%@LANGUAGE="VBSCRIPT"%> Chiesa di Santa Maria ad Cryptas a Fossa (AQ) - Il termine gotico - Cistercense
gotico - cistercense

Il termine: Gotico - Cistercense

Cosa si intende con il termine Gotico - Cistercense

L’Ordine Cistercense è un ordine monastico sorto nel 1098 a Citeaux, (in latino Cistercium, da cui il nome Cistercensi) come movimento riformatore in risposta al rilassamento del rigore morale e religioso dei Cluniacensi (ramo riformato dell’ordine benedettino) che si ispirava all’attuazione stretta della Regola di San Benedetto.
L’ordine assunse straordinario incremento e vigore dopo l’ingresso a Citeaux di Bernardo di Fontaines che, inviato nel 1115 a fondare un nuovo monastero a Clairvaux (Chiaravalle) ne derivò l’appellativo di Bernardo di Chiaravalle. Questo monastero insieme alla casa madre di Citeaux e a quelli di La Fertè, di Pontigny e di Morimond, istituiti nel biennio 1113-1115 costituirono le cosiddette abbazie madri da ciascuna delle quali derivarono altre fondazioni in Francia, Spagna, Italia, Germania, Inghilterra con tanta rapidità che alla fine del secolo XII le abbazie cistercensi erano più di 500 e, alla fine del XIII secolo circa 700.
La semplicità di vita, di veste (bianca per devozione alla vergine in opposizione ai benedettini di Cluny di cui criticavano violentemente il lusso), di liturgia, di arredamento nella chiesa, nel chiostro e negli edifici, costituirono elementi essenziali di quest’ordine. In particolare le chiese non avevano campanili, né pitture, sculture, pavimenti o vetrate colorate che potessero distrarre l’attenzione dei monaci e nessuno era ammesso agli uffici divini, riservati solo ai monaci.
Dopo il periodo di massimo splendore, i secoli XII-XIII, l’acquisto di vaste proprietà e una negligenza dell’opera manuale intaccarono la regola e l’ordine fu riformato con la nascita dell’Ordine dei Trappisti (dal nome del monastero di Nostra Signora de la Trappe).

Architettura cistercense

La chiesa

“Nel cuore della notte mi alzo a renderti lode, o Dio” e “Sette volte al giorno canterò le tue lodi” (Regola, cap.16)

Verso la chiesa, quindi, converge tutta la vita del monaco. In essa si giustifica, si realizza e si sublima la sua vita nel contatto con Dio mediante la sacra liturgia e l’ufficio divino o “Opus Dei” .
La chiesa orientata, a croce latina, occupa generalmente la parte più elevata del terreno ed è disposta il più delle volte nel lato Nord del complesso per riparare l’ambiente dai venti di tramontana e per non impedire l’espandersi della luce sugli altri edifici.

Un primo periodo romanico dell’architettura cistercense rappresenta, nonostante gli elementi tipici delle maestranze borgognoni, un nuovo genere architettonico che nel secolo XII diventa rapidamente familiare in tutta Europa, adattandosi tuttavia alle correnti stilistiche locali. La semplificazione monumentale, la sobrietà, l’eterogeneità rispetto al poderoso alto romanico e al ricco tardo romanico è la risposta architettonica, corrispondente alla riforma religiosa dei Cistercensi, alla chiesa abbaziale di Cluny III, progettata nel 1077 e che costituiva allora la più grande e al più splendida chiesa di tutto il mondo cristiano.

Un secondo periodo, che segna il passo decisivo verso il gotico cistercense, si compie in Borgogna nel periodo post-bernardino quando la volta a botte, poggiata immediatamente sulle arcate della navata principale, viene sostituita dalla volta a crociera con lanterna.

Lo stacco ritmico, al posto della pesante e continua volta a botte, porta al sistema protettivo smembrato e nelle pareti così alleggerite può essere aperta una finestra per ogni campata. Questa variazione di stile si può datare a partire dalla seconda metà del secolo XII.

La disposizione del coro era nella navata centrale: quello dei monaci era separato dall’altro riservato ai conversi da una balaustra alla quale era addossato un pulpito per la lettura.

Appoggiati alla balaustra e al muro di fondo c’erano dei banchi per i monaci e i conversi infermi.