<%@LANGUAGE="VBSCRIPT"%> Chiesa di Santa Maria ad Cryptas a Fossa (AQ) - La Cappella dell'Annunciazione
La Cappella dell'Annunciazione

La Cappella dell'Annunciazione della Chiesa di Santa Maria ad Cryptas

Altare dedicato alla Vergine con rappresentazione dell' "Annunciazione"

Nel centro della parete settentrionale si trova un altare votivo del XV° secolo dedicato alla Vergine con la rappresentazione dell’ “Annunciazione”.
                                    Cappella dell'Annunciazione
Architettonicamente la cappella è composta da due colonnine in pietra che sorreggono l’arcata ogivale. Chiude in basso il dipinto la seguente iscrizione: “Quisti Santi Ella Chappella a (fatta) pegnere Antonio De Paulu de Fossa – Sebastiano Pisis 1486”.
Ancora una volta un committente permetteva ad uno dei più prestigiosi artisti del luogo, Sebastiano di Nicola da Casentino, di arricchire la composizione decorativa della chiesa. La sua unica opera pittorica superstite è, infatti, questo piccolo affresco che testimonia un’arte semplice, ma raffinata, molto legata ai modi dei maestri umbri e toscani. Il richiamo all’arte umbra consiste nell’angelica bellezza dei personaggi, mentre fortemente toscani sono il richiamo del tema, l’ “Annunciazione”, la disposizione canonica dei personaggi, i quali non vengono in contrasto tra loro, ma sono divisi, in questo caso, dal leggio ligneo. La conoscenza della scultura diede a Sebastiano di Nicola da Casentino una maggiore capacità pittorica nella rappresentazione della genuflessione dell’Angelo che offre il giglio, simbolo di purezza, alla Vergine dando volumetria alle pieghe della veste.
Nell’opera traspare lo stato d’animo della Vergine che, intimidita, dimostra la propria umiltà trattenendo lo sguardo verso il basso e ricomponendosi il manto. Sui due personaggi domina l’immagine di Dio nell’atto di inviare il Bambino per l’accettato concepimento. La nicchia al suo interno è decorata da quattro immagini di Santi: da sinistra in basso c’è “San Sebastiano”, riconoscibile oltre che dalla bellezza, dalle frecce conficcate nel corpo; in alto c’è un monaco con un libro nella mano sinistra mentre con la destra compie un gesto orante, perciò si potrebbe trattare di “San Bernardino da Siena”, celebre predicatore del XV° secolo particolarmente caro alla città dell’Aquila. Sulla sottoarcata destra, in alto, c’è l’immagine di un Santo dall’aspetto giovane che porta con sé una spada. Incerta è l’attribuzione, anche se deve trattarsi di un Santo guerriero come guerriera era “Santa Giovanna d’Arco” raffigurata nell’immagine inferiore, riconoscibile dall’elmo e dalla lancia.
                                    Santa Giovanna d’Arco
La decorazione si conclude con un motivo di vasi sovrapposti elegantemente raffigurati.