<%@LANGUAGE="VBSCRIPT"%> Chiesa di Santa Maria ad Cryptas a Fossa (AQ) - Gli Affreschi
Affreschi

Gli Affreschi della Chiesa di Santa Maria ad Cryptas

Notizie storiche sulla Chiesa ed i suoi affreschi che la ricoprono intramente

           Gli affreschi della Chiesa Santa Maria ad Cryptas

L’assoluta particolarità della chiesa Santa Maria ad Criptas consiste negli affreschi (17) che coprono interamente le pareti dell’interno. Superando il portone di ingresso si rimane affascinati e rapiti dalle policromie strutturate in forme umane e naturali, pittoriche e architettoniche, che corrono lungo lo spazio visivo avvolgendo il visitatore in una atmosfera che perde materialità terrena e trasporta in una idealità purificatrice di mistico raccoglimento.
Gli studiosi di questo prezioso prodotto dell’arte medioevale abruzzese parlano di due cicli pittorici eseguiti in due diversi momenti storici. Il primo è messo in opera da maestranze bizantino-cassinesi del XIII° secolo e inizialmente doveva coprire interamente le pareti interne dell’edificio; oggi, probabilmente a causa di problemi statici della parete nord, ne resta testimonianza nell’abside (18), sulla parete meridionale, su quella dell’arco trionfale e sulla controfacciata. La parete settentrionale fu, quindi, ridipinta per mano di pittori di scuola toscana, la cui opera è databile nella seconda metà del XIV° secolo. In un momento successivo fu addossato a tale parete un altare con pitture datate 1486 e con queste possono essere messe in relazione i dipinti dell’ultimo registro e quelli realizzati sull’edicola, databili nei primi anni del 1500.
Le pitture di scuola bizantino-cassinese sono fortemente legate alla tradizione decorativa diffusa in quel periodo storico nell’Italia centrale, ma evidenziano anche influssi dell’arte d’oltralpe dovuti alla presenza dei Francesi nell’Italia meridionale.
Il ciclo, quindi, fu realizzato da artisti che ebbero modo di lavorare in diverse località conoscendo così opere importanti.
Non bisogna dimenticare, infine, che, data l’epoca di cui ci occupiamo, una caratteristica rimarchevole della popolazione era l’analfabetismo e che quindi per il fedele il metodo di narrazione più efficace era quello visivo per cui alle immagini pittoriche oltre al compito dell’arricchimento spirituale era affidato anche quello didattico. Di conseguenza, perché i dipinti fossero facilmente leggibili ed interpretabili, dovevano essere semplici e concisi. Fondamentalmente i requisiti a cui rispondevano erano questi: occhi grandi e marcati, le mani poste in primo piano, i personaggi rappresentati frontalmente e bidimensionalmente. Inoltre viene rispettato l’ordinamento tradizionale per cui sulla parete destra vanno le scene desunte dal Vecchio Testamento e su quella sinistra episodi tratti dal Nuovo con riserva di rappresentare sulla controfacciata il tema di più grande effetto per intimorire e guidare alla rettitudine il fedele: il Giudizio Universale.
Un elemento di indubbia innovazione rispetto agli elementi della “vecchia” arte appare la comparsa del nome accanto al personaggio, che vuole essere una informazione diretta a colui che sa leggere, ma anche la ricerca da parte del pittore di una maggiore espressività accompagnata da un seppur minimo accenno alla gestualità.

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17- Tecnica di pittura murale eseguita sull’intonaco fresco con colori diluiti in acqua pura.
18- Costruzione cava, fornita di volta, a pianta semicircolare, poligonale o varia, che sostituisce una parete piana o ne interrompe la continuità, posta specialmente nelle chiese cristiane al termine della navata maggiore e talvolta di quelle laterali.